The Killers parlano del loro nuovo disco, ”Battle Born” – Intervista


I The Killers hanno passato tutto l’anno chiusi nel loro studio di Las Vegas, a lavorare da mezzogiorno fino a mezzanotte per lavorare sul loro nuovo album, intitolato ”Battle Born”.

Il batterista Ronnie Vannucci commenta placidamente:

Tiene fede al suo titolo. Questo è il nostro difficile quarto disco.

Dopo aver suonato in tour e registrato in studio dal 2004 al 2010, i Killers si sono presi un anno sabbatico per lavorare su altri progetti, quelli che hanno dato vita all’album da solista di Brandon Flowers, ”Flamingo”, e al disco di Ronnie Vannucci ”Big Talk”. Il frontman commenta:

È stato come un allenamento. Non mi stavo solo tenendo occupato, ma pronto.

Per prepararsi al meglio al ritorno in grande della sua band, Flowers ha preso anche delle lezioni di canto.

Dalla loro riunione, la band si è rivolta a diversi produttori di serie A, tra cui Brendan O’Brien, Steve Lillywhite, Daniel Lanois, il collaboratore di Björk Damian Taylor e l’esperto di musica dance maven Stuart Price. Flowers ammette:

È stata un po’ colpa nostra. Pensavamo di aspettare di vedere come veniva l’album prima di fare la scelta definitiva su chi volevamo. Di solito non ci arrovelliamo il cervello in questo modo.

Eppure, nonostante tutto, ”Battle Born” conserva il sound tipico di un album dei Killers:

Quando siamo insieme, componiamo un tipo di canzoni molto particolare. Ci sono tante persone che cercavo di trovarci qualcosa di sbagliato, ma la cosa non mi imbarazza.

Pezzi di rilievo come “Heart of a Girl“, “Flesh and Bone” e “Carry Me Home” seguono uno schema familiare – iniziano lentamente per poi esplodere in una bomba di chitarre e voce.

Altra traccia che spicca è “Runaways“, pezzo da grande arena che risale alla notte di un brutto concerto a Santa Barbara, in California, nel 2009. Frustrati dall’apatia della folla, la band è tornata sul tour bus per lavorare sulla canzone. Vannucci ricorda:

Pensavamo ‘Fanculo il concerto, questa canzone è grandiosa!’

I Killers sono anche reduci da un brutto periodo, dovuto al suicidio di Tommy Marth, sassofonista che aveva suonato con la band negli ultimi due dischi, oltre ad averli accompagnati in tour. Vannucci dichiara:

Era un folle figlio di puttana, ma in un modo grandioso. Scherzava su cose serie, ma le faceva sempre ricadere nel regno della comicità. Nessuno ha mai detto ‘Tom, stai bene, amico?’. Abbiamo scritto una nuova canzone un paio di settimane fa, e pensavamo di far venire lui a suonare sul pezzo, ma non è successo.”

”Battle Born” (che è anche il nome che i Killers hanno dato al loro studio) deve il suo nome al soprannome – non ufficiale – del loro stato, il Nevada. Flowers commenta così:

In un certo senso, tutti gli Americani sono nati da una battaglia. I nostri antenati sono venuti qui in cerca di qualcosa di meglio.

Per ora, la band sta lavorando sodo per tentare di pubblicare l’album questo autunno. Flowers, che tra 10 giorni compirà 31 anni, afferma:

Diventa sempre più difficile man mano che invecchi. Vuoi metterci lo stesso impegno e trovare la stessa concentrazione che avevi quando sapevi che non volevi più lavorare al casinò.

 

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Questa intervista è stata pubblicata su Rolling Stone.

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